Non si sa chi abbia inventato la parola ‘capitano’, anche se qualcuno fa delle congetture. Strano soprannome comunque per un personaggio che non lo è mai stato né su un campo di calcio, né in una compagnia di fanteria, né a bordo di un vascello.

Ma inutile cercare la razionalità. La costante del gioco comunicativo è costruire un personaggio che sta su un piedistallo, più in alto del popolo, ma che al tempo stesso magicamente ne sarebbe fedele interprete. Come la bestia ha creato il “Capitano” così ha inventato un popolo di persone buone (salvo i cattivi) che amano e si riconoscono nel cosiddetto Capitano (e odiano i cattivi, tutti gli altri).

Ma la storia insegna che questo gioco a volte scappa di mano e può finire molto male.

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