La continua evocazione di simboli religiosi e nazionali da parte del cosiddetto Capitano risponde a una mirata strategia comunicativa. Il vero signor S. non ha nella sua biografia nessun elemento credibile per essere considerato un patriota italiano, semmai un separatista padano; nessuno si era neppure mai accorto della sua profonda fede religiosa.
Ma la cosiddetta “Bestia” ha scrutato il sentiment e ha deciso che il personaggio dovesse farsi amare dalla parte di elettorato che mescola il dio (dei Cattolici) e la patria (degli Italiani), un’operazione tipica dell’estrema destra, cui nulla importa delle parole di un altro Matteo, che però non ha una pagina Facebook: «Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi».

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L'ANTIDOTO: Come l’onorevole Rampelli vorrebbe riscrivere la storia

Smask.online

27 Gennaio

Fabio Rampelli viene dalla sezione missina di Colle Oppio a Roma e dal Fronte della Gioventù, storia di neofascismo, come quella della signora M. 

Ebbene “l’onorevole” propone una legge (numero 666) per l’istituzione di una “commissione parlamentare di inchiesta sulla violenza politica negli anni tra il 1970 e il 1989”. 

Stupisce questa precisione: perchè dal 1970 e non dal 1969?

Così la strage neofascista di Piazza Fontana, Milano, non rientrerebbe; la “matrice” si sa, ma guarda un po’ la relazione di accompagnamento della proposta di legge cita solo vittime di violenza “rossa”.  

Come scrive Stefania Limiti: “La matrice neofascista delle stragi e l’uso dilagante della violenza, (fu)testimoniato da un dossier del Sisde (ma il Sismi approvò, com’è scritto nel documento), redatto nell’agosto 1982 su richiesta del presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta per la strage di Via Fani (il democristiano Mario Valiante). Fino al 1988 classificato (chissà perché) riservato. Secondo l’accurato rapporto, “I freddi dati statistici riferiscono di 577 feriti e 176 morti, dovuti ad atti di violenza dei gruppi di destra avvenuto nell’arco di tempo considerato. Una strage continua…Lo stragismo fu un metodo per spostare su un piano paramilitare il conflitto sociale. Altro che violenza diffusa e opposti estremismi, la vuota formula con cui, in passato, si tentò di fare di tutta l’erba un fascio…”

Un fascio…appunto. 

L’onorevole Rampelli, mentore della signora M., vuole riscrivere la storia a modo suo.

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