Uno degli aspetti più comici della biografia del signor S. è senza dubbio il suo passato da comunista. Lo racconta Pino Nicotri. Secondo il giornalista è esistito un Matteo Salvini comunista. Nel 1997 alle elezioni per l’autoproclamato Parlamento della Padania, chi era il capolista dei Comunisti Padani? Il futuro cosiddetto Capitano. La sua lista ottenne ben 5 seggi su 210. Passa un anno e il signor S. diventa segretario provinciale milanese della Lega Nord, carica che ha conservato fino al 2004. “Come se non bastasse, a proposito di comunismo, e anche di più, lo stesso Salvini neo consigliere comunale leghista nel settembre del ’94 durante una seduta a Palazzo Marino del consiglio comunale dichiara di avere frequentato per tre anni, da liceale, il centro sociale Leoncavallo, la cosiddetta “Bestia” nera dei benpensanti meneghini: «Là stavo bene, mi ritrovavo in quelle idee, in quei bisogni…».
(Fonte: Pino Nicotri, Italia Oggi, 1 marzo 2019)

In tempi più recenti il cosiddetto Capitano è stato trasformato dalla cosiddetta “Bestia” a seconda delle circostanze in anticomunista o in nostalgico di Belinguer: “I valori di una certa sinistra che fu, quella di Berlinguer” i valori del “lavoro, degli artigiani, sono stati raccolti dalla Lega, se il Pd chiude Botteghe oscure, e la Lega riapre io sono contento, è un bel segnale”, sono le parole di Matteo Salvini.
(Fonte: la Repubblica, 9 luglio 2020)

Insomma tutto e il contrario di tutto per raccattare like e voti: l’ex comunista poi anticomunista che però si autoproclama erede di Berlinguer.

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