È vero che le navi di soccorso delle ONG presenti nel mar Mediterraneo incoraggiano più persone a mettersi in mare? È importante ricordare che le persone continuano a partire per mettersi in salvo indipendentemente dalla presenza delle navi ONG nel Mediterraneo.

“Nei primi sei mesi del 2019, il numero di persone vulnerabili che ha tentato di fuggire dalla Libia è aumentato, con oltre 8.400 persone hanno preso il mare sui barconi nei primi sei mesi dell’anno, il 70% di loro tra maggio e giugno. L’assenza di imbarcazioni umanitarie nel Mediterraneo centrale durante questo periodo dovrebbe mettere a tacere le accuse infondate di fare da “pull factor”. La realtà è che, anche con un numero sempre minore di imbarcazioni umanitarie in mare, persone con pochissime alternative continueranno a intraprendere questo viaggio letale, indipendentemente dai rischi. La differenza ora è che le persone hanno più probabilità di morire rispetto all’anno scorso, stando ai numeri dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).” (Medici Senza Frontiere)

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L'ANTIDOTO: Lo sappiamo che cos’è una ONG?

Smask.online

20 Settembre

Dal 1994 a oggi abbiamo lavorato in 18 Paesi curando 11 milioni di persone. Senza discriminazioni. In Afghanistan, Iraq, Italia, Uganda, Sudan, Eritrea, Sierra Leone offriamo cure gratuite e di alta qualità nei nostri ospedali, posti di primo soccorso, centri sanitari, centri pediatrici, centri per la riabilitazione, centri di maternità, centri di eccellenza, ambulatori, ambulatori mobili…”.

Ma ci sono anche tremila volontari di Emergency in Italia. Hanno lavorato accanto agli ospedali nei momenti più terribili della pandemia Covid-19 in Italia, non hanno chiesto la nazionalità delle persone soccorse. Solo a Milano hanno distribuito migliaia di pacchi alimentari.

Scrive Marco, responsabile del progetto: “Durante la Fase uno, EMERGENCY aveva già organizzato in alcune città una rete di consegna di beni di prima necessità a persone in quarantena, malate e agli over 65 e aveva individuato una serie di famiglie per cui l’epidemia non ha rappresentato solo un rischio o un danno alla salute, ma soprattutto un colpo alle proprie capacità di sopravvivenza. Nella sola Milano, grazie alla collaborazione con le Brigate Volontarie per l’Emergenza, 320 volontari hanno consegnato centinaia di pasti pronti alle fasce più vulnerabili della popolazione, oltre 5 mila spese alimentari e 100 mila mascherine del Comune”.

Prima gli italiani? No, prima gli esseri umani.

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