Una delle tecniche della bestia è prendere di mira un avversario politico e attribuirgli a raffica un soprannome dispregiativo. “Pinocchio” ad esempio è ripetutamente associato a Matteo Renzi ma anche a Giuseppe Conte. Questa tecnica è affine al bullismo verbale: “Gli autori di bullismo verbale usano parole, affermazioni e soprannomi per ottenere controllo su un bersaglio”.
(Fonte: Centro Leonardo Psicologia, 2 novembre 2018)

L’uso di “brutti soprannomi” nell’ambito del bullismo è rilevato anche dall’ISTAT. Ma la bestia sbaglia: Pinocchio, se qualche bugia la diceva, in fin dei conti riusciva poi ad evolvere da burattino a uomo. Dare del Pinocchio a qualcuno significa puntare a follower che forse non hanno mai letto Collodi (1883), non hanno mai visto il cartone animato di Walt Disney (1940) o il film di Garrone con Benigni (2019). Ma -a differenza di Pinocchio- purtroppo non tutti i burattini diventano uomini.

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