Russi e Ucraini uniti nel lavoro nero. Sfruttatore: italianissimo, quindi la “Bestia” tace

Smask.online

26 Aprile

Scoperta una fabbrica che produceva sigarette di contrabbando a Pomezia. Al suo interno lavoratori sfruttati, compresi alcuni profughi ucraini che erano arrivati in Italia a causa della guerra. Un giro di affari stimato attorno ai 19 milioni di euro. Sequestrate 82 tonnellate tra tabacchi e sigarette.

10 operai russi, moldavi e ucraini “sottoposti a turni di lavoro massacranti e costretti a lavorare in un ambiente malsano, con finestre murate e mancanza di sbocchi all’esterno per i fumi di lavorazione” (fonte: ANSA, 14 aprile 2022).

Profughi di guerra “attirati a Pomezia con la promessa di un lavoro sicuro, retribuito e regolare, e di un alloggio”. Ma, fin dall’arrivo in fabbrica ai lavoratori sfruttati vengono presi soldi e telefonini. “Sottoposti a turni di lavoro massacranti” nello “stesso ambiente dove, di fatto, vivevano – ammassati – chiusi all’interno dal titolare della fabbrica clandestina … da quanto emerso, non sono mai stati pagati“.

Il titolare dell’impresa è un campano, ora arrestato per “contrabbando, contraffazione, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” (fonte: Lorenzo Nicolini, RomaToday, 14 aprile 2022).