Le parole hanno conseguenze

Smask.online

13 Gennaio

Facciamo un’eccezione. Questa volta segnaliamo questo post della signora M. invece di uno di quelli del signor S. e della cosiddetta “Bestia” che ne gestisce la comunicazione.

La signora M. non ha gradito che Twitter, Facebook ed altri social abbiano sospeso gli account di Trump dopo che questi aveva incitato i suoi fan ad “andare” a Capitol Hill. I gestori dei social media hanno iniziato anche ad accompagnare con messaggi di avviso i post e tweet dei sostenitori italiani di Trump (come il capogruppo FDI alla Camera) con messaggi come questo: “Informazioni parzialmente false. La stessa informazione è stata controllata in un altro post da fact-checker indipendenti”. 

Per Smask la questione è semplice: mentire su piccola scala fa parte del mondo. Mentire su larga scala ed incitare all’odio nella legislazione di molti paesi, fra cui il nostro, è un reato. I social sono stati estremamente tolleranti sinora, ma è successo qualcosa. Il 6 Gennaio è accaduto che la falsa affermazione – ripetuta milioni di volte – che Trump aveva vinto le elezioni (le ha perse con sette milioni di voti in meno) e che un complotto aveva truccato i risultati ha messo in moto la violenza. Ci sono stati morti e feriti, decine di arresti, e sembra che sui social si stiano organizzando altre incursioni quando Biden dovrà giurare il 20 Gennaio.

Le parole hanno conseguenze. Davvero si può lasciare che le bugie prendano il sopravvento? Che cosa abbiamo imparato in Europa su una singola bugia: “gli ebrei hanno pugnalato alle spalle la Germania, altrimenti avrebbe vinto la prima guerra”?


Fonti: